IL ROSA È DA MASCHI?
Quand'è che il colore rosa è diventato "da donna"?
Fin dal medioevo per le ragazze era utilizzato il blue l'azzurro perché era associato al cielo e al velo della Madonna quindi a sentimenti delicati ed angelici.
Per i maschi invece era preferibile il rosso soprattutto in guerra, simbolo di sangue, passione e vigore e, connesso a questo tutte le sfumature come il rosa.
Nel 1700 non era raro vederlo indossato da uomini nobili con ricami floreali su tessuti di seta.
Fino all'avvento delle lavatrici i colori erano unisex, la distinzione era fatta più in base all'età: per i più piccoli (che si sporcavano di più) si preferivano tinte chiari candeggiabili facilmente, mentre per i grandi toni più scuri e decisi.
Tutto cambia dopo la seconda guerra mondiale dove il rosa viene utilizzato per contrassegnare gli omosessuali nei campi di concentramento.

Nel 1950 arriva il Pink Boom dove le donne di nuovo chiuse in case come oggetti annessi al marito, vengono inondate dalla tinta rosa.
Diventando così un colore femminile.
Nel 1980 abbiamo la netta divisione delle tinte e dei giochi destinati a maschi e femmine, sicuramente alimentata dal marketing che girava intorno alla scoperta medica di sapere il sesso prima del parto.